Ahimè, che ovunque il reo pensier mi mena, Mi persegue l’orror del mio peccato: O dorma o vegli, ognor mi veggio a lato Il timor la vergogna e la mia pena.
Dal cieco Amor, che sovra ogn’arte maga Incanta i sensi, e cuopre al Ver la faccia, Tre lustri ha ch’io mi tolsi, e vado in traccia Di più salda beltà, che l’Alma appaga.…
Ecco dell’uman germe e pura e bella La prima coppia allor, che vide il giorno: Quanta luce immortal di Lui, che fella, Le siede in fronte e le fiammeggia intorno!…
ECco nato Quel divino Bambolino, Che abbassossi a mortal terra.…
Era già il verno, ed io piangeva un giorno La fierezza di Clori, e ’l mio destino: M’intese Clori, un canto almo e divino Sciolse dal labbro allor di grazie adorno.…
Or che Clori sulla sponda Di quel Rio dolce riposa Colla fronte mezzo ascosa Tra la sparsa chioma bionda;…
Quando la mente al gran decreto eterno Piegò Maria nel timor dubbio e saggio, E, disse umìle all’immortal Messaggio: Ecco l’Ancella del Signor superno;…
Vede l’Alba che sorge, e si consola Vago augellin; dal bosco indi se n’esse E al Sol, che l’ombre agli alti poggi invola,