L'enimma (Favaro)
G Galileo Galilei
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Altın Yaprak
Mostro son io più strano e più diforme
Che l’arpía, la sirena o la chimera;
Nè in terra, in aria, in acqua è alcuna fiera,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Ch’abbia di membra così varie forme.
Parte a parte non ho che sia conforme,
Più che s’una sia bianca e l’altra nera;
Spesso di cacciator dietro ho una schiera,
8Che de’ miei piè van rintracciando l’orme.
Nelle tenebre oscure è il mio soggiorno;
Chè se dall’ombre al chiaro lume passo,
11Tosto l’alma da me sen fugge, come
Sen fugge il sogno all’apparir del giorno;
E le mie membra disunite lasso,
14E l’esser perdo, con la vita, e ’l nome.
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
Bu şiiri puanla
Henüz puan verilmemiş