Chi fu che d’Austria alla città reina Sciolse le mani a vendicarsi pronte, E assicurò la libertà Latina Esangue omai del gran periglio a fronte?…
Io veggio ben siccome acerbo e rio È quello stato in cui mi pose Amore, Donna, qualor da tuoi begli occhi fuore L’acuto stral che mi trafisse uscìo.…
Mira l’eroe che tutto in se raccolto Cuopre col petto l’assalite porte, E l’acerba ferita ond’egli è colto, Men gagliardo fa il braccio e il cor più forte.
Non per veste superba, e per altero Moto di penne eccelse all’aura sparse, Chiaro e noto il real giovane fero Agli occhi miei fra mille schiere apparse:…
Quando chiari e tranquilli i giorni nostri Ne gian di pace fra soavi inganni, Da Dio lontana e in braccio a fiere, e mostri Passasti, Italia, in grave sonno gli anni.