Ninive
G Giovanni Prati
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Altın Yaprak
Il vaticinio dei quaranta soli
esce dal labro al pallido profeta;
e frusti enormi d’alabastro e creta
son della eversa Ninive le moli.
E or qui sui vespri, come Iddio decreta,
aprono le trecento aquile i voli;
e, se non gemi, di che gemer suoli,
a veder tanta gloria e tanta piòta?
I magi e i re della cittá diversa
sparvero; e in pugno poca polve io stringo:
sogno l’arpe dell’Asia, e non le sento.
Tutto un mondo peri: solo attraversa
le rosse lande l’arabo ramingo,
e sparge l’inno della morte al vento.
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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