Al prato, al prato Elpin: flauti, e zampogne Recate, o ninfe; ecco ritorna Aprile; Zingaretta del Nil vaga e gentile, Già lo venne a predir garrula progne.…
Donna real, cui diè Senna la cuna, Sarmatia il Trono, e Roma t’apre il Cielo, Che con alma sì bella, in sì bel velo Già di te festi innamorar Fortuna.…
D’un limpido ruscello in sulle sponde Scherzando un dì sedean Clori, e Daliso; Quando inchinar sul rivo ambo il bel viso, Egli lei vide, ed ella lui nell’onde.…
Gloria, che sei mai tu? per te l’audace Espone a i dubbi rischi il petto forte; Su i fogli accorcia altri l’età fugace, E per te bella appar l’istessa morte.…
Invidia rea di mille insanie accesa, Veggio i tuoi lampi, anzi che i tuoni ascolto, Ma non fia già, che sbigottito in volto Io de’ fulmini tuoi tema l’offesa.…
Poichè la bella Ebrea l’alto pensiero Per la fè, per la patria in se rivolse; Tutta piena di Dio, con guardo altero Quindi a beltà, quincia virtù si volse.…
Poi che superbia rea l’alme più belle Rapì dal Cielo, e fè cangiare in mostri, Mille colà dentro i tartarei chiostri Nacquer da incesti rei furie novelle.…
Qual aprono al mio sguardo amore, e sdegno Sui monti di Giudea teatro atroce! Reso è Gesù dell’altrui rabbia il segno, Ma più dell’altrui rabbia amor gli noce;…
Qual mi destano in petto alto stupore Queste, che gran pennello in tele avviva, La romana Lucrezia, Elena argiva, L’una d’amor trofeo, l’altra di onore!…
Questa vita mortal, ch’altri sospira, E dice per error fugace, e breve, S’occhio saggio a mirarla in lei s’aggira, Perchè lunga è così doler ne deve.…
Raggio dello splendor sommo immortale Che il basso Mondo ad illustrar discendi, Bella virtù, che dove infiammi, e splendi Quasi togli al Mortal l’esser mortale;…
Signor, non già perchè l’eterne, e belle Gioie tu doni ai puri spirti e santi, O perchè al regno degli eterni pianti Danna la tua giustizia alme rubelle,…
Signor, tempra l’affanno, e al ciglio augusto Rendi il sereno, onde gioisca il mondo: Grav’è l’incarco, è ver, ma al grave pondo Chi di se men confida è più robusto.…
Sognata Dea, che da princìpi ignoti Avesti pria tra ’l volgo ignobil cuna, Indi crescendo i creduli divoti T’ersero altari, e ti nomar Fortuna:…
Su’ lacci, e reti, Elpino, al colle, al piano; Sen riede autunno a dar le fere ai campi;