Ai musicòmani
G
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Altın Yaprak
Taccio se in una gola che vi bèi
Cantando insiem con arte e passione
Vogliate sprofondar qualche doblone
Negato ai saggi che non sono Orfei.
Ma lo sfrenato prodigar su lei
Fiori, lagrime, faci, inni e corone,
Ma il condurvela attorno in processione
Qual fosse il Verbum-caro o l’Agnus-dei,
Questo del secol nostro è vitupero,
Tanto maggior quanti più sono i passi
Che pur tentiamo verso il giusto e il vero.
Stolti! a civil felicità non vassi
Per crome o fuse; né diè a Roma impero
Stuol di soprani e di tenori e bassi.
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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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