Mai non vo' più cantar com'io soleva
J Jacopo Sannazaro
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Altın Yaprak
Mai non vo’ più cantar com’io soleva,
c’altri non si doleva; ma s’io torno
a l’usato soggiorno, ove sì presto
persi, per non mirar ove volgeva
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5mia vista che si leva d’ogni intorno,
persi con mio gran scorno di me il resto,
forse serò più desto. E tal che or osa
far mia vita noiosa, quando vada
per altra strada, benché sia ritrosa,
10superba e disdegnosa,
pur converà che ponga giù la spada;
e quel c’or sì m’agrada, s’io l’impetro,
convien ch’io serbi col bel tempo verde,
perché tanto si perde
15quanto si lassa a le sue spalle dietro.
Voi dite ch’io m’impetro, et io ben so
quel c’oggi far si pò; ben m’intend’io.
Lieve soma è un bon fio; sì, ma a tenerlo
non bastaria San Pietro; or non più, no;
20ché sì gonfiato ha il Po mio piccol rio,
che dove più m’invio per mantenerlo
men spero de riaverlo; onde mi doglio,
però che a quel ch’io voglio non risponde,
anzi s’asconde al sol, colmo d’orgoglio.
25Non son qual esser soglio,
sì circondan mia nave orribil onde.
Tal si pasce di fronde, e fior tal brama,
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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