Quando veggo levarsi e spander l'ale
R Roberto di Battifolle
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Altın Yaprak
Quando veggo levarsi e spander l’ale
La mia dolce leggiadra alma fenice,
Tal divengo nel cor che più felice
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Qui non credo che sia cosa mortale.
Allor prova sua forza, allor m’assale
Quel che tanti sospir del sen m’elice;
E l’alma in petto mi gioisce, e dice
8Aver degna mercè d’ogni suo male.
Ma, poi che agli occhi ’l bel lume s’asconde,
Io che rimango sconsolato e solo
11Freddo e muto divengo come un sasso.
Così volgo la vita in gioia e ’n duolo;
E, se ’l mezzo al principio e ’l fin risponde,
14Pria di vita sarò che d’amor casso.
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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