Prosopopea di Pericle (Lucas)
V Vincenzo Monti
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Altın Yaprak
.mw-parser-output .dropinitial{text-indent:0;line-height:1em;float:left}.mw-parser-output .dropinitial+p{text-indent:0}IO, de’ forti Cecropidi
Nell’inclita famiglia
D’Atene un dì non ultimo
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}96Splendor e maraviglia,
A riveder io Pericle
Ritorno il ciel latino,
Trïonfator de’ barbari,
100Del tempo e del destino.
In grembo al suol di Catilo
(Funesta rimembranza!)
Mi seppellì del Vandalo
104La rabbia e l’ignoranza.
Ne ricercaro i posteri
Gelosi il loco e l’orme,
E il fato incerto piansero
108Di mie perdute forme.
Roma di me sollecita
Sen dolse, e a’ figli sui
Narrò l’infando eccidio
112Ove ravvolto io fui.
Carca d’alto rammarico
Sen dolse l’infelice
Del marmo freddo e ruvido
116Bell’arte animatrice;
E d’Adrïano e Cassio,
Sparse le belle chiome,
Fra gl’insepolti ruderi
120M’andò chiamando a nome.
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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