Lolita
C Carlo Chiaves
0
Altın Yaprak
O natia Porta Palazzo!
Con l'amante eroico e pazzo,
per puntiglio o per sollazzo
ne fuggisti una mattina:
(eri allor quasi bambina,
smorta, lunga, mingherlina).
Ma, in principio del vïaggio
a l'eroe mancò il coraggio.
Senza dirti una parola
ti piantò lì da sola,
ritornando a casa e a scuola.
Tu, convinta in sul momento
che l'amore è un tradimento,
e rimosso ogni tormento,
seguitasti la tua via
in più allegra compagnia.
E ier l'altro, l'occhio esperto,
vïoletta, t'ha scoperto
in un gran Caffè concerto.
Aderente la mantiglia
fino quasi a la caviglia,
io t'ho vista, o meraviglia,
a ballar la sesquidiglia
a la moda di Siviglia.
E t'ho udita, o Madrilena,
intonar la cantilena,
roteando fianchi e schiena
su e giù per la ribalta:
so che il pubblico ti esalta,
che sei stata al Cairo e a Malta,
che ti chiami oggi Lolita,
che hai brillanti ne le dita.
So che un principe romano,
che un mercante, oh Dio! di grano,
che un banchiere egiziano
su la paglia hai messo già,
Che oltre ai pranzi ed al cenino
e a la sarta di Torino,
se lo vuole il tuo destino
giochi pure a baccarat.
Che non dici una parola
ne la lingua di Lojola,
che ti credono spagnola.
Me l'ha detto il portaceste
che ti veste e che ti sveste:
che è convinto, il credereste?
che l'artista, cara altrui,
abbia un debole per lui.
Oh! per le anime leggiadre,
o Lolita, di tuo padre,
o Lolita, di tua madre,
che conforto, che conforto
se sapessero risorto
a tal fama il loro aborto,
che al più lieve scapaccione
rotolava in convulsione!
Che ora sperpera i luigi,
che si veste anche a Parigi
e che ha due cavalli grigi:
E che porta ne le dita
molto più di quanto, in vita,
prima d'essere Lolita,
abbia speso per vestirsi!
abbia speso per nutrirsi.
Ma che, al fondo de la schiena,
lieve lieve, come vena,
(perchè mai, Lolita, a cena
arrivar così scollata?)
serba l'orma incancellata
de la provvida pedata
che un bel dì l'ha persuasa
a fuggirsene da casa.
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
Bu şiiri puanla
Henüz puan verilmemiş