Pellegrinaggio invernale

C Carlo Chiaves
0 Altın Yaprak
L'altro giorno - non so da qual coraggio l'anima a un tratto mi sentissi invasa - son tornato a la tua piccola casa coi miei ricordi, in pio pellegrinaggio. Sono tornato quasi in sogno: attratto da quel senso che si compiace e appaga come di un gioco, di inasprir la piaga, di ravvivarla, in fondo al cuor disfatto. Varcato il fiume, presi, lento, lento, a salir per la via de la collina: splendeva il sole e tanta era la brina che ogni ramo parea quasi d'argento. Ho rivista la panca, tutta verde di musco; il ponticello; la fontana ghiacciata: più non canta in voce umana e solo a goccie giù l'acqua disperde. Giunsi e varcai la soglia: che deserto, il giardino! che schianto! le tue rose, morte! e i gerani! quante morte cose! Una donna è venuta, che mi ha aperto. Entro la casa, che subito gelo m'è disceso nel cuore e fino a l'ossa! Ho ritrovato la tua sciarpa rossa, uno spillone, un solo guanto, un velo. Son salito a la tua camera: nuda come un sepolcro, tutto chiuso, oscuro! proprio di fronte al letto, contro al muro sai che ho trovato? una donnetta nuda! Quella ch'io t'ho mandato, e su cui c'è scritto... ma tu lo sai cosa c'è scritto! io me la son ripresa, zitto, zitto, se non ti spiace, la terrò per me. Son ridisceso, errando pel giardino vivo sol di memorie, quasi un'ora. La vecchietta mi ha chiesto - E la signora? - Non risposi: rimasi a capo chino. Pure comprese: tentennò la testa, poi disse piano, ma in tono profondo: - Come l'estate passa presto al mondo! Solo l'inverno e la miseria restano! - Che tristezza, che angoscia, nel ritorno! Guardava io pei giardini ampi e deserti, e tutti i luoghi mi pareano esperti di tradimento e di pietà, quel giorno! Cadea la sera. In basso, fra le brume, per le tremule fiamme dei fanali, si costellava la città di opali. Qualche bagliore si frangea, nel fiume. Pur, mentr'io mi sentiva il cor più stretto da le angoscie de la melanconia, vidi due amanti, a basso de la via, salirne verso me, lenti, a braccetto. Pensai: - Forse ridesto da l'eterno rimpianto, il sogno qui mi fa ritorno? - Ma lei diceva - Già declina il giorno: che peccato che duri ancor l'inverno! - Ascolta, amico, ascolta! - Ebben che vuoi? - - Quanta serenità! che bella sera! ritorneremo questa Primavera? - Cara! - ei rispose - E prima, certo! - e poi!

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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