Chi è costui, che avvinto

G Gabriello Chiabrera
0 Altın Yaprak
Chi è costui, che avvinto Le nude braccia a duri tronchi alpestri Immobile sostien d’archi silvestri Tanti pennuti strali? .mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ei d’ampio sangue ribagnato e tinto Sta palpitando a morte, Ma pur costante e forte D’alto silenzio in sofferir suoi mali: Qual de’ tempj immortali 10Con destra empia superba Egli distrusse ed arse? Qual altrui sangue sparse Di ria ferita acerba? Quale al fin furto, e qual rapina il mena, 15O qual bestemmia all’esecrabil pena? Ahi, che nè furto indegno, Nè colpa sua, nè suo fallir l’ancide; Giovine, ove del ciel la gloria vide, Ratto le si converse; 20Quinci d’aspro Tiranno empio disdegno Così proruppe ardente, Che gli fermò repente Il puro fianco alle quadrella avverse. Vergini Ninfe asperse 25I biondissimi crini Dell’Idumeo Giordano, Ora s’armi la mano De’ vostri archi divini; Tendete Arciere d’ammirabil canto 30Musici dardi al saettato Santo. Qual di Sionne il monte, Tale è colui, che nel gran Dio confida: Chi di Gerusalem dentro s’annida, Mai non movrà le piante: 35Luce al prudente sapïenza in fronte: Ei non verrà che tema Nè per notturna tema, Nè di saetta per lo dì volante; Non scolorì il sembiante 40Mirando Alma devota Apparecchiar macello Or di crudo coltello, Or d’infocata rota, E tutta in opra la milizia inferna: 45Chè il Giusto fia nella memoria eterna.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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