Chi su per gioghi alpestri
G Gabriello Chiabrera
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Altın Yaprak
Chi su per gioghi alpestri
Andrà spumante a traviar torrente,
Allor ch’ei mette in fuga aspro fremente
Gli abitator silvestri?
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E depredando intorno
Va con orribil corno?
O chi nel gran furore
Moverà contro fier leon sanguigno?
Salvo chi di diaspro e di macigno
10Recinto avesse il core,
E la fronte e le piante
Di selce, e di diamante.
Muse, soverchio ardito
Sono io, se d’almi Eroi senza voi parlo;
15Muse, chi l’onda sostener di Carlo
Poteva, o ’l fier ruggito,
Quando ei l’Italia corse,
Di sè medesma in forse?
Chi di tanta vittoria
20Frenar potea cor giovinetto altero?
Chi? se non del bel Mincio il gran guerriero?
Specchio eterno di gloria,
Asta di Marte, scoglio
Al barbarico orgoglio.
25Non udì dunque invano
Dal genitor la peregrina Manto,
Quand’ei lingua disciolse a fedel canto;
Sovra il regno lontano,
E di dolce ventura
30Fe’ la sua via sicura.
Figlia, diss’egli, figlia,
Del cui bel Sol volgo i miei giorni alteri,
Sol dell’anima mia, Sol de’ pensieri,
Se non Sol delle ciglia,
35Dolce è udir nostra sorte,
Pria che ’l Ciel ne l’apporte,
Lunge dalle mie braccia,
Lunge da Tebe te n’andrai molti anni,
Nè ti sia duol, che per sentier d’affanni
40Verace onor si traccia,
Per cui chi non sospira
Indarno al Cielo aspira.
Ma Nilo, e Gange il seno
Chiude a’ tuoi lunghi errori, alma diletta;
45Sol le vestigie de’ tuoi piedi aspetta
Italia, almo terreno,
Là ’ve serene l’onde
Vago il Mincio diffonde,
Là de’ tuoi chiari pregi
50Suono anderà sovra le stelle aurate
Là di tuo nome appellerai Cittate:
Cittate alma di Regi;
Regi, che a’ cenni loro
Volgerà secol d’oro.
55E se fulminea spada
Mai vibreran ne i cor superbi e rei,
Non fia, ch’il vanto degli Eroi Cadmei
A questi innanzi vada;
Benchè Erimanto vide
60Con sì grand’arco Alcide.
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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