Deh chi viole nate a par col giorno
G Gabriello Chiabrera
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Altın Yaprak
Deh chi vïole nate a par col giorno
Mi sparge intorno?
Che adorno a’ Tempj di Lucia sospiri?
Io pur dolente, io pur a lei ritorno,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Perchè tra’ rei martiri
M’avanzi lume, onde mia vita io miri.
Nè picciol varco da sentier travio
Il mio desio,
Se invio a lei vivi di fede accenti;
10Ch’ella fatta sul cielo amor di Dio,
Ben può con preghi ardenti
Cessare a nostre colpe aspri tormenti.
E la mercè di che le fo preghiera
Non fia primiera,
15Chè altera troppo sua pietà risplende:
O non pur sempre è numerosa schiera,
Che puro incenso accende,
E lieti segni al sacro Altare appende?
Or fin qui lasso (ed ella lor si pieghi)
20Sia di miei preghi:
Ma spieghi ratto ora mia rima un volo
Per le sue lodi, e nulla rete il leghi;
E su per l’aureo polo
Si mandi altro per me, che affanno e duolo.
25Vago tesoro in Gerico frondosa
Candida Rosa,
Che ascosa d’Ape al susurrar vicino,
Anco di lieve auretta è paventosa,
Auretta di mattino,
30Ch’è l’anelar dell’Alba in suo cammino.
Ivi non scrive in sua famiglia Aprile
Fior sì gentile,
Che vile seco in paragon non vada;
Ed ella a neve di candor simíle
35Non degneria rugiada,
Che pura pura giù dal ciel non cada.
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
Bu şiiri puanla
Henüz puan verilmemiş