Quando Febo al re Ferèo
G Gabriello Chiabrera
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Altın Yaprak
Quando Febo al re Ferèo
Pasturò gregge lanose,
Per temprar l’esiglio reo
Pur con note armoniose
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Alma cetra egli compose.
E d’Anfriso in sulla riva
Al piacer de’ suoni uditi
Tutto il ciel si raddolciva,
Nè per monti, nè per liti
10Fur latrati, o fur muggiti.
A’ suoi corsi pose il freno
L’onda allor del chiaro fiume,
E l’auretta in ciel sereno
Obblïando il suo costume
15Non sapea batter le piume.
Discendean dall’alte piagge
Alle corde lusinghiere
E le Ninfe erme e selvagge,
E le Ninfe fontaniere
20Alle corde lusinghiere.
L’alme Dive il sen velate
Sol di lucido ornamento,
E la fronte inghirlandate
Faticavano al concento
25Sempre in danza i piè d’argento.
E quel Dio sul caro argento
Delle corde alme beate
Varïava il bel concento
Alle Ninfe inghirlandate;
30E sol d’oro il sen velate.
Quando poi tornossi al regno
Delle stelle auree serene,
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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