Quanto Anfitrite gira
G Gabriello Chiabrera
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Altın Yaprak
Quanto Anfitrite gira
Sul carro ondisonante,
Quanto quaggiù rimira
L’occhio del Cielo errante;
Mentr’ei va fiammeggiante
L’orrida notte saettando intorno;
Non ha regno sì vile,
Che di cosa gentile
Alla sentenza altrui non sembri adorno;
Ma per pregio sublime
Aman le glorie prime.
Alma messe d’odori,
Avorj preziosi,
Oriental colori
Fan gli Arabi famosi,
Gl’Indi novelli ascosi,
Già da Nettun caliginoso ed atro,
I cui campi profondi,
Con zefiri fecondi,
Solcò primiero il Savonese aratro,
Hanno d’oro i lor fonti,
E d’oro hanno i lor monti.
Ben al pensiero alato
Andrian le note appresso
Ma non senza peccato
È lungo dir concesso;
Ma qui dal bel Permesso
Mandan le Muse violate il crine:
Perchè sul vario canto
Tessa d’Italia il vanto;
La qual se d’ogni onor varca il confine,
È sol, che i frutti suoi
Sono immortali Eroi.
Non ha Castalia nostra
Oggi Muse sì mute,
Che senza biasmo in giostri
Escon oro e virtute:
Or tu saette acute,
Anima, chiedi al biondo arcier di Delo:
E s’ei le dà pungenti,
Sian segno i lumi ardenti.
Onde s’instella di Toscana il Cielo,
Gli altri Italici egregi
Avran poscia lor fregi.
Qual dall’eccelsa fera,
Che i Frigj boschi ordiro,
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
Bu şiiri puanla
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