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Giovanni Canale

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Giovanni Canale şiirleri

Arama yardımı

Adulterare il venerando argento che t’accredita il volto or sí mentito, è d’ingegno senil giá rimbambito e di vano pensier chiaro argomento.…

Al terminar degli anni eccomi giunto; e del mio albergo alla prigion rinchiuso, vivo nel mondo e son dal mondo escluso, ché ’l piè tremante al camminar fe’ punto.…

Da ricinte prigion di carta avvolta sprigionata da ardor polve nitrosa, spinta nell’aria ed in faville sciolta, sibila irata e strepita orgogliosa.…

Dure balze, aspri colli e selve antiche, pendenti rupi e monti alpestri ed erti, folti boschi romiti, ermi deserti, grotte del chiaro Sol fosche nemiche;…

Folle pensier, che la mia mente ingombra, ch’io dal punto fatal viva lontano, e di speranza mi nutrisca insano, che ’l vero a non veder cieco m’adombra;…

Godea Lilla in mirare augel dipinto, che dell’alato stuol portava il vanto; avea fregiato il capo, azzurro il manto, d’un pennuto gemmaio adorno e cinto.…

In riva del Sebeto in suon latino mentre tu canti ove cantò ’l Marone e accordò la sua lira anco il Marino, i vanti lor co’ tuoi par ch’ei risuone.…

La tua lingua immortal, ch’offesa offende l’inferno, s’ella è nel parlar languente, l’alme infette a guarir pietosa intende e nel suo tronco dire è piú eloquente.…

L’uom ch’al volto ha le rughe, al crin la neve, incurvato dagli anni è reso un gioco; trema nel piè, che ’l passo ha lento e breve, da un legno aitato, e non mai giunge al loco.…

Monarchessa del mar, ch’ardita sdegni picciole imprese, il tuo valor t’affida di render serva ora la Tracia infida, che nutrisce nel sen mostri sí indegni.…

Nella sannia magion scossa e cadente cade l’Orsino eroe tra pietre involto, e riman tra le pietre ivi sepolto poco meno che morto e mal vivente.…

Se con la face Amor saetta ardori, accende l’alme e rende i cori amanti, tu di Ciprigna con la polve i cori piú che fiamma d’amore arder ti vanti.…

Se il Tasso ed il Marin, spirti canori, coppia immortal, che morte ha giá schernita, giovanetto real che tanto onori, oggi nel mondo avesser senso e vita;…

Sorte perversa! In vil tugurio nato, per secondar fatiche e accrescer stento, di paludosi umori e fien cibato, diedi lena ostinata al mio tormento.…

Tu che dal riguardarmi orror apprendi, timido parti e la mia vista abborri, arresta il piede e la mia voce intendi: se movi il piede, in grave error giá incorri.…

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