Al terminar degli anni eccomi giunto

G Giovanni Canale
0 Altın Yaprak
Al terminar degli anni eccomi giunto; e del mio albergo alla prigion rinchiuso, vivo nel mondo e son dal mondo escluso, ché ’l piè tremante al camminar fe’ punto. Se non vaglio a formar debile un passo, m’aggiro immoto, e fra i veduti oggetti, ch’a riveder mi sono ora interdetti, pellegrinando col pensier mi spasso. Piani erbosi solcar mugghianti bighe, che la lunghezza lor stanca la vista, col pensier veggio, e separar l’arista dai biondi grani in flaggellar le spighe. Or godo meditar vago ricinto, che di piante fruttifere ripieno Pomona alletta a riposarvi in seno, e ’l suo tesor dal varïare è vinto. Collinette frondose e selve chete, oscurissime valli, orridi monti, laghi, fiumi, ruscelli e chiari fonti rendono al mio pensier l’ore piú liete. Borghi, ville, cittá chiuse ed aperte, che dan ricovro ai passaggieri erranti, torno a veder co’ miei pensier vaganti, calco senza partir strade deserte. Irato il dio del procelloso regno vedo (lungi il timor) come giá vidi, e poi placato passeggiando i lidi di bella calma in sen depor lo sdegno. Ritornan quindi alla memoria viva della mia fresca etade i tempi e gli anni; m’addolora il veder del tempo i danni, che veloce si parte allor ch’arriva.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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