Le api

G Giovanni di Bernardo Rucellai
0 Altın Yaprak
Mentr'era per cantare i vostri doni Con alte rime, o Virginette caste, Vaghe angelette delle erbose rive; Preso dal sonno, in sul spuntar dell’alba M'apparve un coro della vostra gente, E dalla lingua onde s'accoglie il mele, Sciolsono in chiara voce este parole: O spirto amico, che dopo mill’anni E cinquecento rinnovar ti piace .mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}10E le nostre fatiche e i nostri studj; Fuggi le rime, e 'l rimbombar sonoro. Tu sai pur, che l’immagin della voce Che risponde dai sassi ov’Eco alberga, Sempre nimica fu del nostro regno: Non sai tu, ch’ella fu conversa in pietra, E fu inventrice delle prime rime! E dei saper c’ove abita costei, Null’ape abitar può per l’importuno Ed imperfetto suo parlar loquace. 20Così diss’egli; e poi tra labbro e labbro

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

Bu şiire çeviri ekle ·

Bu şiiri puanla

Henüz puan verilmemiş

Yıldıza dokunarak 1–10 arası puan ver

Yorumlar

Yorum yapmak için giriş yapmalısın.

Giriş yap

Bu şiire henüz yorum yapılmamış. İlk sen ol.

Sana daha iyi bir okuma deneyimi sunabilmek için sitemizde çerez kullanıyoruz. Kişisel verilerin KVKK ve GDPR kapsamında işlenir; hangi çerezlere izin verdiğini dilediğin zaman değiştirebilirsin.