Inide e il satiro
G Giovanni Prati
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Altın Yaprak
E fuor balzò dal rugiadoso arbusto
sui margini, l’obliqua aura d’un nume
con sé recando, in nuditá di fiera,
il caprigena insigne.
Ei quel viluppo
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5reggea di strane inopinate forme
su due tibie di bécco; irta dal mento,
quasi fastel d’acuminati spini,
gli uscia la barba; gli lustravan gli occhi,
com’usa agli ebri; e mal dissimulate
10fiorian le corna dalla scabra chioma.
Pria, cupido, cercò negli odorosi
ginepri e fra le dense alghe del rivo
qualche driade o napea, forse in quel punto
dalle labbra villose e dai lacerti
15ita in fuga del nume. E, dopo indarno
ritentata la frasca e corsi in giro
i verdi calli, a’ piè d’un giovinetto
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
Bu şiiri puanla
Henüz puan verilmemiş