La pesca

P Pietro Metastasio
0 Altın Yaprak
Già la notte s’avvicina: vieni, o Nice, amato bene, della placida marina le fresch’aure a respirar. Non sa dir che sia diletto chi non posa in queste arene or che un lento zefiretto dolcemente increspa il mar. Lascia una volta, o Nice, lascia le tue capanne. Unico albergo non è già del piacere la selvaggia dimora; hanno quest’onde i lor diletti ancora. Qui, se spiega la notte il fosco velo, nel mare emulo al cielo più lucide, più belle moltiplicar le stelle, e per l’onda vedrai gelida e bruna rompere i raggi e scintillar la luna. Il giorno al suon d’una ritorta conca, che nulla cede alle incerate avene, se non vuoi le mie pene, di Teti e Galatea, di Glauce e Dori ti canterò gli amori. Tu dal mar scorgerai sul vicin prato pascer le molli erbette e le tue care agnellette, non offese dal sol fra ramo e ramo: e con la canna e l’amo i pesci intanto insidiar potrai; e sarà la mia Nice pastorella in un punto e pescatrice. Non più fra’ sassi algosi staranno i pesci ascosi; tutti per l’onda amara, tutti verranno a gara fra’ lacci del mio ben. E l’umidette figlie de’ tremuli cristalli di pallide conchiglie, di lucidi coralli le colmeranno il sen.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

Bu şiire çeviri ekle ·

Bu şiiri puanla

Henüz puan verilmemiş

Yıldıza dokunarak 1–10 arası puan ver

Yorumlar

Yorum yapmak için giriş yapmalısın.

Giriş yap

Bu şiire henüz yorum yapılmamış. İlk sen ol.

Sana daha iyi bir okuma deneyimi sunabilmek için sitemizde çerez kullanıyoruz. Kişisel verilerin KVKK ve GDPR kapsamında işlenir; hangi çerezlere izin verdiğini dilediğin zaman değiştirebilirsin.