L'estate

P Pietro Metastasio
0 Altın Yaprak
Benchè adusta abbia la fronte, Con le curve opposte spalle Un'ombrosa opaca valle Cela il monte - al caldo sol: Là dall'alto in giù cadendo Serpe un rio limpido e vago, Che raccolto in picciol lago Va nutrendo - il verde suol. Là del sol dubbia è la luce, Come suol notturna luna; Nè pastor greggia importuna Vi conduce - a pascolar. E, se v'entra il sol furtivo, Vedi l' ombra delle piante Al variar d'aura incostante Dentro il rivo - tremolar. Là, mia vita, uniti andiamo; Là cantando il dì s'inganni: Per timor di nuovi affanni Non lasciamo - di gioir; Che raddoppia i suoi tormenti Chi con occhio mal sicuro Fra la nebbia del futuro Va gli eventi - a prevenir. Me non sdegni il biondo Dio; Me con Fille unisca Amore; E poi sfoghi il suo rigore Fato rio, - nemico Ciel: Che il desio non mi tormenta 0 di fasto o di ricchezza ; Nè d'incomoda vecchiezza Mi spaventa - il pigro gel . Curvo il tergo, e bianco il mento Toccherò le corde usate, E alle corde mal temprate Roco accento - accoppierò E a que'rai non più vivaci Rivolgendomi talora, Su la man, che m'innamora, Freddi baci - imprimerò . Giusti Dei, che riposate Placidissimi su l' etra , La mia Fille e la mia cetra Deh serbate - per pietà. Fili poi la Parca avara i miei dì mill' anni e mille , La mia cetra e la mia Fille Sempre cara - a me sarà.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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