Frammento dell'Alceo
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Altın Yaprak
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I doni di Lïeo nell’auree tazze
Coronate d’alloro, o naviganti,
Adorando, e libateli dall’alta
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Poppa in onor della palmosa Delo,
Ospizio di Latona, isola cara
Al divino Timbrèo, cara alla madre
Delle Nereidi, e al forte Enosigèo.
Non ferverà per noi l’ira del flutto
10Dalle Cicladi chiuso, ardue di sassi,
Né dentro al nembo suo terrà la notte
L’aure seconde, e l’orïente guida
Delle sviate nubi. Udrà le preci
Febo; dai gioghi altissimi di Cinto,
15Lieta d’ulivi e di vocali lauri,
Al nostro corso le cerulee vie
Spianerà tutte, e agevoli alle antenne
Devote manderà gli Eolii venti;
Però che l’occhio del figliuol di Giove
20Lieto fa ciò che mira: Apollo salva
Chi Delo onora. O stanza dell’errante
Latona! Invan la Dea lidi e montagne
Dolorando cercò: fuggíanla i fiumi,
E contendean a correre col vento.
25Ove più poserai dal grave fianco
Lo peso tuo? né avrà culle e lavacri
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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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