In morte del padre
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Altın Yaprak
Era la notte; e sul funereo letto
Agonizzante il genitor vid’io
Tergersi gli occhi, e con pietoso aspetto
Mirarmi, e dire in suon languido: Addio.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Quindi, scordato ogni terreno obbietto,
Erger la fronte, ed affissarsi in Dio;
Mentre, disciolta il crin, batteasi il petto
La madre, rispondendo al pianto mio.
Ei, volte a noi le luci lacrimose:
10Deh, basti! disse; e alla mal ferma palma
Appoggiò il capo, tacque e si nascose.
E tacque ognun: ma alfin, spirata l’alma,
Cessò il silenzio; e alle strida amorose
La notturna gemea terribil calma.
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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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