Allor, ch'acceso nella mente io vidi
V Vincenzo Leonio
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Altın Yaprak
ALlor, ch’acceso nella mente io vidi
Quel gran desio, che a raccontare in parte,
Principe invitto, i pregi tuoi m’invoglia;
Come (gridai) come innalzar ti fidi
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Mie basse rime in così eccelsa parte,
O cieca, o folle, temeraria voglia?
Come fia mai, che scioglia
Il pigro, infermo, e vacillante ingegno
Volo sublime, all’alta meta eguale?
10Se vuoi, che io spieghi l’ale
Sovra me stesso al glorìoso segno,
E pari ’l canto alla materia io formi
Dammi sensi e parole a te conformi.
S’io dar potessi (il fervido desìo
15Rispose) qual vorrei, leggiadro stile
Degno del gran soggetto, a’ carmi looi
Tu non avresti del Castalio rio
Tra i cigni più famosi altro simìle,
Com’ei non l’ha tra i più famosi Eroi.
20Ma s’appieno da noi
Lodar non puossi con mortale inchiostro,
Non è tuo questo nò, nè mio difetto,
Che appena a tant’oggetto
Giunge il pensier, non ch’altrui canto, e nostro;
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
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