Vanità dei pensieri
A Antonio Ottoboni
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Altın Yaprak
VAnità dei pensieri
Non sfuma più dal fervido desio,
Che la fce d’Amor mi accese in petto:
De i deliri leggieri
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Si ricorda, e si lagna il pensier mio,
E detesta con pena il suo diletto.
Vissi ad Amor soggetto
Sin ch’ebbi biondo il crime, or ch’è canuto;
Del falso Nume anco i favor rifiuto.
10Ah se tornasse al Mondo
Quella a Troja fatale Elena Greca,
Specchiando il volto al consiglier cristallo,
Sgriderebbe l’immondo
Suo Drudo pria, poi la sua mente cieca,
15Ch’assentir volle al memorabil fallo,
Quel funesto Cavallo
Quegl’incendj, que’ scempj ancor rammenta
La viva istoria; e la bellezza è spenta.
Del Sol, che nasce e muore,
20Della rosa che brilla e si scolora,
Delle stagioni il variare alterno,
Tolgan dal folle errore
Chi alla sera non pensa in sull’aurora,
E crede il giorno immobilmente eterno;
25Che il decreto superno
La vicenda ordinò di beni e mali:
Ci elesse il Ciel; ma ci creò mortali.
Oh del fasto Latino
Reliquie menarabili corrose
30Dal ferreo dente d’invido Saturno,
Voi che sin del divino
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
Bu şiiri puanla
Henüz puan verilmemiş