Spirto gentil, che in giovinetta etade
E Eustachio Manfredi
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Altın Yaprak
SPirto gentil, che in giovinetta etade
Quanto e qual sei già mostri, e manifesti
Quelle virtù che largo il Ciel t’ha dato;
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}85Poichè alle cime alte d’onor giungesti,
A cui si va per faticose strade,
E torni a noi del terzo lauro ornato,
Cantando io non dirò tuo eccelso stato
Nè a parte a parte narrerò tuoi pregj,
90E so che il merto de’ bei fatti egregj
Per dir non cresce, e per tacer non scema.
Ma non sarà ch’io prema
Amor, che muove la mia lingua e snoda,
Membrando ciò che un giorno esser tu dei,
95E dirò, che ognun m’oda,
Le mie speranze e i dolci augurj miei.
Certo, non meglio ai guardi nostri appare
L’alta bontà che di noi cura prende,
E le create cose ordina e muove,
100Che allor quando i perigli ultimi attende
Per far nascer quaggiuso anime chiare,
Che non avrian destra materia altrove.
Del Leon Lacedemone le prove
Qual luogo avrìan, se alle fatali strette
105Colto non era e qual l’aspre vendette
Del minor Scipio, che per Libia sparse
Il Latin fuoco e l’arse
Se Roma non temea gli stessi scempj
Pallida ancor per fresche piaghe acerbe?
Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv
Bu şiiri puanla
Henüz puan verilmemiş