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Marcello Giovanetti

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Marcello Giovanetti şiirleri

Arama yardımı

Allor che l’alba dal mar d’Adria inalza la face per fugar l’ombra notturna, a solitario lago, incólta e scalza, col canestro sen va Fille e co’ l’urna.…

Cinzia, Cinzia del Ren, colei che finge la ritrosa, la schiva (il dico o taccio?), Cinzia, bella qual dea, fèra qual sfinge, a rozzo pastorel si reca in braccio.…

Colá dove con flebile singulto il precipizio suo piange Aniene, mentre con procelloso aspro tumulto giú da’ monti latini a cader viene,…

Ecco al fin pur ti scopro, amato colle, che ’n brieve giro ascondi ampio tesoro; ove non giunge il piè, prende ristoro lo sguardo almen, che di dolcezza è molle.…

Era esposta ai flagelli Eurilla mia, per lieve colpa condennata rea; ma fra l’ombra del duol che l’avvolgea il Sol di sua bellezza anco apparia.…

Fra l’atra notte e ’l luminoso giorno egualmente diviso era l’impero, e spandea tanto l’ombra il manto nero quanto splendea di raggi il sole intorno;…

Lá ’ve la morte in fera pompa ergea spietata scena di funesto orrore, vidi colei, che nel tuo regno, Amore, di mille colpe e mille morti è rea.…

Nisa, è pur ver che tu ne l’alma impressi hai di veglio Titon gli essangui ardori, e di braccia cadenti ai freddi amplessi offri del tuo bel seno i caldi avori?…

Presso un bel rio, che de la sponda erbosa umido amante iva baciando i fiori, Cilla, ch’al mio languir non dá mai posa, posando un dí, del dí fuggia gli ardori.…

Qualor Cilla vezzosa i lumi gira, e s’avvien che ridente il guardo ruote, forma vaghe pozzette in su le gote, ove quasi in suo centro il cor s’aggira.…

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Se diede al tuo natal, bella mia Clori, oscure fasce il ciel, povera cuna, ecco piú chiare perle e piú fini ori Amor prodigamente in te raguna.…

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