Civiltà antica

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
Certo il giorno non trema, a guardarlo. E le case sono ferme, piantate ai selciati. Il martello di quell’uomo seduto scalpiccia su un ciottolo dentro il molle terriccio. Il ragazzo che scappa al mattino, non sa che quell’uomo lavora, e si ferma a guardarlo. Nessuno lavora per strada. L’uomo siede nell’ombra, che cade dall’alto di una casa, piú fresca che un’ombra di nube, e non guarda ma tocca i suoi ciottoli assorto. Il rumore dei ciottoli echeggia lontano sul selciato velato dal sole. Ragazzi non ce n’è per le strade. Il ragazzo è ben solo e s’accorge che tutti sono uomini o donne che non vedono quel che lui vede e trascorrono svelti. Ma quell’uomo lavora. Il ragazzo lo guarda, esitando al pensiero che un uomo lavori sulla strada, seduto come fanno i pezzenti. E anche gli altri che passano, paiono assorti a finire qualcosa e nessuno si guarda alle spalle o dinanzi, lungo tutta la strada. Se la strada è di tutti, bisogna goderla senza fare nient’altro, guardandosi intorno, ora all’ombra ora al sole, nel fresco leggero. Ogni via si spalanca che pare una porta, ma nessuno l’infila. Quell’uomo seduto non s’accorge nemmeno, come fosse un pezzente, della gente che viene e che va, nel mattino.

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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