Paternità (1°)

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
Fantasia della donna che balla, e del vecchio che è suo padre e una volta l’aveva nel sangue e l’ha fatta una notte, godendo in un letto, bel nudo. Lei s’affretta per giungere in tempo a svestirsi, e ci sono altri vecchi che attendono. Tutti le divorano, quando lei salta a ballare, la forza delle gambe con gli occhi, ma i vecchi ci tremano. Quasi nuda è la giovane. E i giovani guardano con sorrisi, e qualcuno vorrebbe esser nudo. Sembran tutti suo padre i vecchiotti entusiasti e son tutti, malfermi, un avanzo di corpo che ha goduto altri corpi. Anche i giovani un giorno saran padri, e la donna è per tutti una sola. È accaduto in silenzio. Una gioia profonda prende il buio davanti alla giovane viva. Tutti i corpi non sono che un corpo, uno solo che si muove inchiodando gli sguardi di tutti. Questo sangue, che scorre le membra diritte della giovane, è il sangue che gela nei vecchi; e suo padre che fuma in silenzio, a scaldarsi, lui non salta, ma ha fatto la figlia che balla. C’è un sentore e uno scatto nel corpo di lei che è lo stesso nel vecchio, e nei vecchi. In silenzio fuma il padre e l’attende che ritorni, vestita. Tutti attendono, giovani e vecchi, e la fissano; e ciascuno, bevendo da solo, ripenserà a lei.

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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