Semplicità

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
L’uomo solo — che è stato in prigione — ritorna in prigione ogni volta che morde in un pezzo di pane. In prigione sognava le lepri che fuggono sul terriccio invernale. Nella nebbia d’inverno l’uomo vive tra muri di strade, bevendo acqua fredda e mordendo in un pezzo di pane. Uno crede che dopo rinasca la vita, che il respiro si calmi, che ritorni l'inverno con l’odore del vino nella calda osteria, e il buon fuoco, la stalla, e le cene. Uno crede, fin che è dentro uno crede. Si esce fuori una sera, e le lepri le han prese e le mangiano al caldo gli altri, allegri. Bisogna guardarli dai vetri. L’uomo solo osa entrare per bere un bicchiere quando proprio si gela, e contempla il suo vino: il colore fumoso, il sapore pesante. Morde il pezzo di pane, che sapeva di lepre in prigione, ma adesso non sa piú di pane né di nulla. E anche il vino non sa che di nebbia. L’uomo solo ripensa a quei campi, contento di saperli già arati. Nella sala deserta sottovoce si prova a cantare. Rivede lungo l’argine il ciuffo di rovi spogliati che in agosto fu verde. Dà un fischio alla cagna. E compare la lepre e non hanno piú freddo.

Kamu malı: şairin ölümünün üzerinden 70 yıldan fazla geçti.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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