Altri tempi

C Cesare Pavese Cesare Pavese
Günün şiiri · 26 Ağustos 2026
0 Altın Yaprak
Anche il povero scemo che ha un occhio fiaccato sanguinante, strizzandomi l’altro, rinvanga il suo sogno. Occhi acuti, vedevano persino di notte; e le spose, era inutile che spegnessero il lume. Come un gatto. Gli uccelli passavano a volo anche sopra le nubi, ma lui li arrivava come noci sull’albero. Nei sereni d’inverno sulla luna vedeva le montagne di ghiaccio. Grandi muscoli aveva: portava il quintale prima ancora dei baffi. Prendeva la pioggia tutto un giorno d’inverno, che la pelle fumava, e nemmeno tossiva. Le ragazze con lui eran piú che contente: le lasciava per morte. Nelle risse lasciava per morto il rivale: le ragazze tornavano, ché godevano troppo a morire in quel modo, ma un rivale abbattuto non tornava. Per vivere ci vuole coraggio. E per ogni rivale buttato sui sassi c’è un bastardo di piú sotto il sole. Ogni volta le figliole le pensa piú belle e i figlioli piú grandi; tutti han occhi da gatto. Se li sogna di notte. Quello vero, che gira con lui, fa spavento: non si passa l’estate a grattarsi i pidocchi senza empirsi di croste. Si direbbe che mangiano l’uno le ossa dell’altro. Anche il piccolo è guercio ma capisce. Raccoglie le cicche e le fuma da sé.

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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