Balletto

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
È un gigante che passa volgendosi appena, quando attende una donna, e non sembra che attenda. Ma non fa mica apposta: lui fuma e la gente lo guarda. Ogni donna che va con quest’uomo è una bimba che si addossa a quel corpo ridendo, stupita della gente che guarda. Il gigante s’avvia e la donna è una parte di tutto il suo corpo, solamente piú viva. La donna non conta, ogni sera è diversa, ma sempre una piccola che ridendo contiene il culetto che danza. Il gigante non vuole un culetto che danzi per la strada, e pacato lo porta a sedersi ogni sera alla sfida e la donna è contenta. Alla sfida, la donna è stordita dagli urli e, guardando il gigante, ritorna bambina. Dai due pugilatori si sentono i tonfi dei saltelli e dei pugni, ma pare che danzino cosí nudi allacciati, e la donna li fissa con gli occhietti e si morde le labbra contenta. Si abbandona al gigante e ritorna bambina: è un piacere appoggiarsi a una rupe che accoglie. Se la donna e il gigante si spogliano insieme — lo faranno piú tardi — il gigante somiglia alla placidità di una rupe, una rupe bruciante, e la bimba, a scaldarsi, si stringe a quel masso.

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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