Estate di San Martino

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
Le colline e le rive del Po sono un giallo bruciato e noi siamo saliti quassú a maturarci nel sole. Mi racconta costei — come fosse un amico — Da domani abbandono Torino e non torno mai piú. Sono stanca di vivere tutta la vita in prigione. Si respira un sentore di terra e, di là dalle piante, a Torino, a quest’ora, lavorano tutti in prigione. Torno a casa dei miei dove almeno potrò stare sola senza piangere e senza pensare alla gente che vive. Là mi caccio un grembiale e mi sfogo in cattive risposte ai parenti e per tutto l’inverno non esco mai piú. Nei paesi novembre è un bel mese dell’anno: c’è le foglie colore di terra e le nebbie al mattino, poi c’è il sole che rompe le nebbie. Lo dico tra me e respiro l’odore di freddo che ha il sole al mattino. Me ne vado perché è troppo bella Torino a quest’ora: a me piace girarci e vedere la gente e mi tocca star chiusa finch’è tutto buio e la sera soffrire da sola. Mi vuole vicino come fossi un amico: quest’oggi ha saltato l’ufficio per trovare un amico. Ma posso star sola cosí? Giorno e notte — l’ufficio — le scale — la stanza da letto — se alla sera esco a fare due passi non so dove andare e ritorno cattiva e al mattino non voglio piú alzarmi. Tanto bella sarebbe Torino — poterla godere — solamente poter respirare. Le piazze e le strade han lo stesso profumo di tiepido sole che c’è qui tra le piante. Ritorni al paese. Ma Torino è il piú bello di tutti i paesi. Se trovassi un amico quest’oggi, starei sempre qui.

Kamu malı: şairin ölümünün üzerinden 70 yıldan fazla geçti.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

Bu şiire çeviri ekle ·

Bu şiiri puanla

Henüz puan verilmemiş

Yıldıza dokunarak 1–10 arası puan ver

Yorumlar

Yorum yapmak için giriş yapmalısın.

Giriş yap

Bu şiire henüz yorum yapılmamış. İlk sen ol.

Sana daha iyi bir okuma deneyimi sunabilmek için sitemizde çerez kullanıyoruz. Kişisel verilerin KVKK ve GDPR kapsamında işlenir; hangi çerezlere izin verdiğini dilediğin zaman değiştirebilirsin.