Indisciplina

C Cesare Pavese Cesare Pavese
Günün şiiri · 17 Eylül 2026
0 Altın Yaprak
L’ubriaco si lascia alle spalle le case stupite. Mica tutti alla luce del sole si azzardano a passare ubriachi. Traversa tranquillo la strada, e potrebbe infilarsi nei muri, ché i muri ci stanno. Solo un cane trascorre a quel modo, ma un cane si ferma ogni volta che sente la cagna e la fiuta con cura. L’ubriaco non guarda nessuno, nemmeno le donne. Per la strada la gente, stravolta a guardarlo, non ride e non vuole che sia l’ubriaco, ma i molti che inciampano per seguirlo con gli occhi, riguardano innanzi imprecando. Passato che c’è l’ubriaco, tutta quanta la strada si muove piú lenta nella luce del sole. Qualcuno che corre come prima, è qualcuno che non sarà mai l’ubriaco. Gli altri fissano, senza distinguere, il cielo e le case che continuano a esserci, se anche nessuno li vede. L’ubriaco non vede né case né cielo, ma li sa, perché a passo malfermo percorre uno spazio netto come le striscie di cielo. La gente impacciata non comprende piú a cosa ci stiano le case, e le donne non guardano gli uomini. Tutti hanno come paura che a un tratto la voce rauca scoppi a cantare e li segua nell’aria. Ogni casa ha una porta, ma è inutile entrarci. L’ubriaco non canta, ma tiene una strada dove l’unico ostacolo è l’aria. Fortuna

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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