Mania di solitudine

C Cesare Pavese Cesare Pavese
Günün şiiri · 22 Eylül 2026
0 Altın Yaprak
Mangio un poco di cena alla chiara finestra. Nella stanza è già buio e si vede nel cielo. A uscir fuori, le vie tranquille conducono dopo un poco, in aperta campagna. Mangio e guardo nel cielo — chi sa quante donne stan mangiando a quest’ora — il mio corpo è tranquillo; il lavoro stordisce il mio corpo e ogni donna. Fuori, dopo la cena, verranno le stelle a toccare sulla larga pianura la terra. Le stelle son vive, ma non valgono queste ciliege, che mangio da solo. Vedo il cielo, ma so che tra i tetti di ruggine qualche lume già brilla e che, sotto, si fanno rumori. Un gran sorso e il mio corpo assapora la vita delle piante e dei fiumi, e si sente staccato da tutto. Basta un po’ di silenzio e ogni cosa si ferma nel suo luogo reale, cosí com’è fermo il mio corpo. Ogni cosa è isolata davanti ai miei sensi, che l’accettano senza scomporsi: un brusío di silenzio. Ogni cosa nel buio la posso sapere come so che il mio sangue trascorre le vene. La pianura è un gran scorrere d’acque tra l’erbe, una cena di tutte le cose. Ogni pianta e ogni sasso vive immobile. Ascolto i miei cibi nutrirmi le vene di ogni cosa che vive su questa pianura. Non importa la notte. Il quadrato di cielo mi susurra di tutti i fragori, e una stella minuta

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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