La vecchia ubriaca

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
Piace pure alla vecchia distendersi al sole e allargare le braccia. La vampa pesante schiaccia il piccolo volto come schiaccia la terra. Delle cose che bruciano non rimane che il sole. L’uomo e il vino han tradito e consunto quelle ossa stese brune nell’abito, ma la terra spaccata ronza come una fiamma. Non occorre parola non occorre rimpianto. Torna il giorno vibrante che anche il corpo era giovane, più rovente del sole. Nel ricordo compaiono le grandi colline vive e giovani come quel corpo, e lo sguardo dell’uomo e l’asprezza del vino ritornano ansioso desiderio: una vampa guizzava nel sangue come il verde nell’erba. Per vigne e sentieri si fa carne il ricordo. La vecchia, occhi chiusi, gode immobile il cielo col suo corpo d’allora. Nella terra spaccata batte un cuore più sano come il petto robusto di un padre o di un uomo. Vi si stringe la guancia aggrinzita. Anche il padre, anche l’uomo, son morti traditi. La carne si è consunta anche in quelli. Né il calore dei fianchi né l’asprezza del vino non li sveglia mai più. Per le vigne distese la voce del sole aspra e dolce susurra nel diafano incendio, come l’aria tremasse. Trema l’erba d’intorno. L’erba è giovane come la vampa del sole. Sono giovani i morti nel vivace ricordo.

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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