Legna verde

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
L’uomo fermo ha davanti colline nel buio. Fin che queste colline saranno di terra, i villani dovranno zapparle. Le fissa e non vede, come chi serri gli occhi in prigione ben sveglio. L’uomo fermo — che è stato in prigione — domani riprende il lavoro coi pochi compagni. Stanotte è lui solo. Le colline gli sanno di pioggia: è l’odore remoto che talvolta giungeva in prigione nel vento. Qualche volta pioveva in città: spalancarsi del respiro e del sangue alla libera strada. La prigione pigliava la pioggia, in prigione la vita non finiva, talvolta filtrava anche il sole: i compagni attendevano e il futuro attendeva. Ora è solo. L’odore inaudito di terra gli par sorto dal suo stesso corpo, e ricordi remoti — lui conosce la terra — costringerlo al suolo, a quel suolo reale. Non serve pensare che la zappa i villani la picchiano in terra come sopra un nemico e che si odiano a morte come tanti nemici. Hanno pure una gioia i villani: quel pezzo di terra divelto. Cosa importano gli altri? Domani nel sole le colline saranno distese, ciascuno la sua. I compagni non vivono nelle colline, sono nati in città dove invece dell’erba c’è rotaie. Talvolta lo scorda anche lui.

Kamu malı: şairin ölümünün üzerinden 70 yıldan fazla geçti.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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