Paesaggio V

C Cesare Pavese Cesare Pavese
Günün şiiri · 23 Eylül 2026
0 Altın Yaprak
Le colline insensibili che riempiono il cielo sono vive nell’alba, poi restano immobili come fossero secoli, e il sole le guarda. Ricoprirle di verde sarebbe una gioia e nel verde, disperse, le frutta e le case. Ogni pianta nell’alba sarebbe una vita prodigiosa e le nuvole avrebbero un senso. Non ci manca che un mare a risplendere forte e inondare la spiaggia in un ritmo monotono. Su dal mare non sporgono piante, non muovono foglie: quando piove sul mare, ogni goccia è perduta, come il vento su queste colline, che cerca le foglie e non trova che pietre. Nell’alba, è un istante: si disegnano in terra le sagome nere e le chiazze vermiglie. Poi torna il silenzio. Hanno un senso le coste buttate nel cielo come case di grande città? Sono nude. Passa a volte un villano stagliato nel vuoto, cosí assurdo che pare passeggi su un tetto di città. Viene in mente la sterile mole delle case ammucchiate, che prende la pioggia e si asciuga nel sole e non dà un filo d’erba. Per coprire le case e le pietre di verde — sì che il cielo abbia un senso — bisogna affondare dentro il buio radici ben nere. Al tornare dell’alba scorrerebbe la luce fin dentro la terra

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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