Paesaggio VI

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
Quest'è il giorno che salgono le nebbie dal fiume nella bella città, in mezzo a prati e colline, e la sfumano come un ricordo. I vapori confondono ogni verde, ma ancora le donne dai vivi colori vi camminano. Vanno nella bianca penombra sorridenti: per strada può accadere ogni cosa. Può accadere che l’aria ubriachi. Il mattino si sarà spalancato in un largo silenzio attutendo ogni voce. Perfino il pezzente, che non ha una città né una casa, l’avrà respirato, come aspira il bicchiere di grappa a digiuno. Val la pena aver fame o esser stato tradito dalla bocca piú dolce, pur di uscire a quel cielo ritrovando al respiro i ricordi piú lievi. Ogni via, ogni spigolo schietto di casa nella nebbia, conserva un antico tremore: chi lo sente non può abbandonarsi. Non può abbandonare la sua ebbrezza tranquilla, composta di cose dalla vita pregnante, scoperte a riscontro d’una casa o d’un albero, d’un pensiero improvviso. Anche i grossi cavalli, che saranno passati tra la nebbia nell’alba, parleranno d’allora. O magari un ragazzo scappato di casa toma proprio quest’oggi, che sale la nebbia sopra il fiume, e dimentica tutta la vita,

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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