Atavismo

C Cesare Pavese Cesare Pavese
Günün şiiri · 02 Eylül 2026
0 Altın Yaprak
Il ragazzo respira piú fresco, nascosto dalle imposte, fissando la strada. Si vedono i ciottoli per la chiara fessura, nel sole. Nessuno cammina per la strada. Il ragazzo vorrebbe uscir fuori cosí nudo — la strada è di tutti — e affogare nel sole. In città non si può. Si potrebbe in campagna, se non fosse, sul capo, il profondo del cielo che atterrisce e avvilisce. C’è l’erba che fredda fa il solletico ai piedi, ma le piante che guardano ferme, e i tronchi e i cespugli son occhi severi per un debole corpo slavato, che trema. Fino l’erba è diversa e ripugna al contatto. Ma la strada è deserta. Passasse qualcuno il ragazzo dal buio oserebbe fissarlo e pensare che tutti nascondono un corpo. Passa invece un cavallo dai muscoli grossi e rintronano i ciottoli. Da tempo il cavallo se ne va, nudo e senza ritegno, nel sole: tantoché marcia in mezzo alla strada. Il ragazzo che vorrebbe esser forte a quel modo e annerito e magari tirare a quel carro, oserebbe mostrarsi. Se si ha un corpo, bisogna vederlo. Il ragazzo non sa se ciascuno abbia un corpo. Il vecchiotto rugoso che passava al mattino, non può avere un corpo cosí pallido e triste, non può avere nulla che atterrisca a quel modo. E nemmeno gli adulti o le spose che dànno la poppa al bambino sono nudi. Hanno un corpo soltanto i ragazzi.

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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