Casa in costruzione

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
Coi canneti è scomparsa anche l’ombra. Già il sole, di sghembo, attraversa le arcate e si sfoga per vuoti che saranno finestre. Lavorano un po’ i muratori, fin che dura il mattino. Ogni tanto rimpiangono quando qui ci frusciavano ancora le canne, e un passante accaldato poteva gettarsi sull’erba. I ragazzi cominciano a giungere a sole piú alto. Non lo temono il caldo. I pilastri isolati nel cielo sono un campo di gioco migliore che gli alberi o la solita strada. I mattoni scoperti si riempion d’azzurro, per quando le volte saran chiuse, e ai ragazzi è una gioia vedersi dal fondo sopra il capo i riquadri di cielo. Peccato il sereno, ché un rovescio di pioggia lassú da quei vuoti piacerebbe ai ragazzi. Sarebbe un lavare la casa. Certamente stanotte — poterci venire — era meglio: la rugiada bagnava i mattoni e, distesi tra i muri, si vedevan le stelle. Magari potevano accendere un bel fuoco e qualcuno assalirli e pigliarsi a sassate. Una pietra di notte può uccidere senza rumore. Poi ci sono le biscie che scendono i muri e che cadono come una pietra, soltanto piú molli. Cosa accada di notte là dentro, lo sa solo il vecchio che al mattino si vede discendere per le colline. Lascia braci di fuoco là dentro e ha la barba strinata dalla vampa e ha già preso tant’acqua, che, come il terreno,

Kamu malı: şairin ölümünün üzerinden 70 yıldan fazla geçti.

Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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