Piaceri notturni

C Cesare Pavese Cesare Pavese
0 Altın Yaprak
Anche noi ci fermiamo a sentire la notte nell’istante che il vento è piú nudo: le vie sono fredde di vento, ogni odore è caduto; le narici si levano verso le luci oscillanti. Abbiam tutti una casa che attende nel buio che torniamo: una donna ci attende nel buio stesa al sonno: la camera è calda di odori. Non sa nulla del vento la donna che dorme e respira; il tepore del corpo di lei è lo stesso del sangue che mormora in noi. Questo vento ci lava, che giunge dal fondo delle vie spalancate nel buio; le luci oscillanti e le nostre narici contratte si dibattono nude. Ogni odore è un ricordo. Da lontano nel buio sbucò questo vento che s’abbatte in città: giú per prati e colline, dove pure c’è un’erba che il sole ha scaldato e una terra annerita di umori. Il ricordo nostro è un aspro sentore, la poca dolcezza della terra sventrata che esala all’inverno il respiro del fondo. Si è spento ogni odore lungo il buio, e in città non ci giunge che il vento. Torneremo stanotte alla donna che dorme, con le dita gelate a cercare il suo corpo, e un calore ci scuoterà il sangue, un calore di terra annerita di umori: un respiro di vita.

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Metnin kaynağı: Kamu malı arşiv

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